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I Santuari della Capitanata
Garganoverde srl Il Santuario di Valleverde a Bovino

Bovino

Madonna di Valleverde

A quattro chilometri da Bovino, sulla provinciale che scende verso il Cervaro per innestarsi all'antica "Strada di Puglia" che da Foggia porta a Napoli, si arriva a una maestosa chiesa dall'ardita guglia. E' il rinnovato santuario della Madonna di Valleverde che sembra vegliare come una sentinella su tutta la valle. Così doveva apparire al viaggiatore stanco e impaurito dei secoli passati quando, dopo aver superato indenne i boschi del Vallo di Bovino infestati di briganti, arrivava al ponte sul Cervaro, dove la strada, lasciati gli ombrosi anfratti del fondo valle, comincia ad illuminarsi con gli sconfinati orizzonti del Tavoliere. Anche quello di Valleverde, come molti santuari della Capitanata, è legato ai percorsi dei pellegrini diretti alla Grotta dell Arcangelo Michele. Nei tempi andati numerose comitive di pellegrini provenienti dal Subappennino Dauno, dall'Irpinia e dal Sannio, in transito verso la Grotta di San Michele si fermavano a rendere omaggio alla Regina del Cielo. Per essi il vescovo Roberto all'inizio del sec. XIII fece costruire un ospedale di S. Angelo, attuale chiesa del Rosario, dove i pellegrini potessero riposarsi ed essere soccorsi nelle necessità. La chiesa, poi, accoglieva anche numerosi viaggiatori che transitavano per la strada della valle diretti alle pianure del Tavoliere o, verso occidente, alle regioni della Campania e del Lazio. La storia del santuario comincia nel 1265 con un umile contadino chiamato Nicola. Da poco il Regno di Napoli era stato conquistato da Carlo I d'Angiò. Il vescovo di Bovino si chiamava Giovanni Battista. Il pio Nicola sognò, una notte, di essere andato a far legna col suo asino nel bosco di Mengaga. Ivi una giovane signora di bell'aspetto gli chiese di portargli dell'acqua. Nicola si rifiutò dicendo di essere troppo occupato a raccogliere la legna. La signora lo esortò ad accontentarla. Quando Nicola tornò con la brocca piena, il suo asino era già carico e pronto per la partenza. Poi la signora si rivelò: "sono, disse, la Madre del Figlio di Dio. Provengo dalla lontana Spagna, da una località chiamata Valverde, dove esiste un mio santuario. Gli abitanti di quella regione si sono dimenticati di me; si sono dati al vizio e al peccato. Ho deciso, quindi, di abbandonarli e venire qui a Bovino. Bovino, Santuario Madonna di Valleverde. Voglio che qui si costruisca una chiesa intitolata a Santa Maria di Valleverde". Il povero contadino capì poco di quanto gli era stato detto. La notte seguente il sogno si ripeté. Anche la terza notte gli apparve la Madonna: era triste per la poca attenzione che Nicola aveva riservato al suo messaggio. Il giorno seguente Nicola si decise di raccontare tutto al vescovo il quale, arrivato nel bosco di Mengaga nel luogo indicato, vide che con fiori e steli di erba era stato tracciato il perimetro della chiesa voluta dalla Madonna.Da allora ogni anno, la prima domenica di maggio, tutto il popolo di Bovino col Vescovo e il clero, si reca in devoto pellegrinaggio al santuario di Valleverde. La chiesina fu costruita in soli quattro mesi e subito divenne meta di pellegrinaggi non solo da Bovino, ma anche da tutti i paesi vicini. Nel 1287 il vescovo Mainerio costruì presso la chiesa un cenobio e l'affidò ai Cistercensi del monastero di Ripalta posto nei pressi di Lesina. I monaci zelarono il culto della Madonna sull'esempio del loro grande padre San Bernardo, eccelso e dolcissimo cantore della Vergine Santa; svilupparono parimenti l'accoglienza dei pellegrini. I Cistercensi rimasero fino al 1608. Nel 1842 il vescovo Francesco Saverio Farace affidò la custodia del santuario ai Frati Minori Osservanti che lo tennero, con alterne vicende, fino al 1901. Il 29 agosto del 1876 la Madonna di Valleverde fu solennemente ornata di corona d'oro dal vescovo di Bovino mons. Alessandro Cantoli. L'incoronazione, voluta dal popolo e decisa dal Capitolo Vaticano, veniva a sottolineare un periodo particolarmente felice, dal punto di vista spirituale, che stava vivendo la chiesa bovinese, uscita rinforzata dalle prove a cui il nuovo regime politico e istituzionale italiano l'aveva sottoposta.Nel 1912 il santuario fu dato ai Passionisti. I figli di San Paolo della Croce diffusero ancora di più il culto per la Madonna di Valleverde, restaurarono la chiesa ed ampliarono il monastero. Fu sotto il loro governo che la chiesa fu consacrata dal vescovo mons. Umberto Maria Fiodo e affiliata alla Patriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore in Roma. I Passionisti rimasero fino al 1921. Attualmente il santuario è retto dai sacerdoti Vocazionisti, che sulla scia di quanti li hanno preceduti, zelano il culto della Madonna, accolgono i pellegrini, predicano la parola di Dio. A loro si deve il rifacimento integrale di tutto il complesso con una maestosa chiesa che s'erge sulla valle quale segno di speranza. Attualmente quello della Madonna di Valleverde è, insieme a quello dell'Incoronata di Foggia, uno dei due santuari mariani più grandi dell'Archidiocesi di Foggia-Bovino.

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Pubblicato il: Martedì, 07. Settembre 2004 (716 letture)
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