Ristrutturazione di un lavatoio
La pietra
Le pietre o rocce sono date da un aggregato di minerali di natura diversa. Esse si distinguono in tre grosse categorie: rocce eruttive, rocce sedimentarie e rocce metamorfiche. Le rocce eruttive originano dal consolidamento del magma che fuoriesce dai vulcani e quindi dagli strati profondi della terra. Le rocce sedimentarie derivano invece dal deposito, nell'arco di ere geologiche, di materiali di origine diversa (clastica - da materiali portati da acqua e vento in luoghi lontani da quelli di origine chimica-organica). Le rocce metamorfiche derivano per trasformazione da altre rocce in seguito a processi chimico-fisici. In tutti i casi si può dire che esse sono il prodotto di fenomeni naturali.
L'utilizzo della pietra da parte dell'uomo
La pietra è stata impiegata dalla specie umana sin dagli inizi della sua civiltà. Con essa e con altri materiali, legno e pelli in primo luogo, ha costruito abitazioni, strumenti per difendersi (da animali ed altri uomini) e per offendere (caccia, guerra), strumenti da utilizzare nella pratica quotidiana, raggiungendo livelli di utilizzo man mano sempre più raffinati. E' stata soprattutto la selce (roccia di origine metamorfica), a causa della sua frattura concoide (frattura che determina un nucleo a forma di conchiglia o bulbo molto resistente), la materia prima per la produzione di armi e strumenti da lavoro. Ma la roccia è stata utilizzata anche per accendere il fuoco (pietra focaia), per edificare città, monumenti ed opere d'arte, in particolare sculture. La pietra dunque è stata onnipresente ed è stata la base della civiltà dell'uomo (età della pietra). Con la scoperta dei metalli si è avuto una rapida evoluzione passando alla età del bronzo e poi a quella del ferro durante le quali la pietra ha svolto sempre un ruolo di primo piano. Ha continuato a svolgerlo sino a non molto tempo fa; è solo negli ultimi tempi, con lo sviluppo della tecnologia, che la pietra è progressivamente sostituita da materiali e tecniche che con essa hanno davvero poco a che fare.
L'utilizzo attuale della pietra
I più grandi monumenti che l'uomo è riuscito a produrre, le più belle città che ha edificato hanno come materiale di base la pietra, simbolo di solidità e di ricchezza. Altri materiali (legno, minerali, ossa, terra, ecc.) sono stati di supporto o di contorno ad essa. Una nuova costruzione, invece, della pietra non ha nulla o quasi. La struttura è edificata in cemento e acciaio, i tompagni e i rivestimenti sono dati da ogni tipo di materiali tranne la pietra che è certamente ancora utilizzata ma come materiale di lusso, spesso come rivestimento o per pavimenti di edifici, per la pavimentazione di centri storici e in ogni caso per dare lustro e visibilità a qualsiasi oggetto o edificio. Dal suo uso quotidiano si è passati ad un uso particolare e di elite. Le motivazioni sono diverse, da quelle di efficacia a quelle economiche mai tuttavia si è messo in discussione la qualità del materiale e gli aspetti estetici. Un oggetto o una costruzione in pietra sono dunque oggetti di valore. Ristrutturazioni e manutenzioni di oggetti e costruzioni in pietra costituiscono allora un recupero prima di tutto culturale e di identità, soltanto dopo un recupero estetico ed anche un recupero economico non solo per l'oggetto in sé ma per la connotazione e l'arricchimento del contesto in cui sono inseriti.
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Recupero di un lavatoio in pietra a Cesacastina
Soggetti interessati
I soggetti principali sono L'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, gli ex Lavoratori Socialmente Utili che l'Ente aveva in carico e assunti dalla società Formula Ambiente, associata del consorzio CNS. Il primo mette a disposizione la sensibilità all'argomento e i fondi; i secondi la disponibilità al lavoro, Formula Ambiente e CNS l'organizzazione e la capacità imprenditoriale. Il progetto costituisce parte della commessa affidata dall'Ente Parco ai lavoratori, per il tramite di consorzio e società citati, per la loro stabilizzazione lavorativa.
Cosa è previsto nel progetto
Il progetto prevede il consolidamento del lavatoio, l'alleggerimento di parte della spinta esercitata dalla massa di terra alle spalle del manufatto, il tentativo di recuperare la falda idrica che alimentava la fontana, il drenaggio dell'acqua che interessa il lavatoio durante i fenomeni meteorologici, ma anche tutta la strada ad esso adiacente ed infine la pavimentazione della zona antistante il lavatoio. Tutto questo per recuperare un manufatto importante e per permettere un agevole passaggio a mezzi e persone in quanto dopo una pioggia c'è ristagno di acqua rendendolo così difficoltoso.
Fasi del recupero del lavatoio e di sistemazione della strada
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Il lavatoio di Cesacastina è una vecchia costruzione in pietra realizzata attorno ad una vena d'acqua convogliata nel punto voluto mediante un sistema di coppi.
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La necessità di ristrutturazione del manufatto deriva da diversi motivi. Il primo è la spinta esercitata alle spalle del lavatoio da parte di una massa terrosa che preme sulla costruzione determinando in essa una sorta di gobba che si nota solo se la si guarda di profilo. Il secondo motivo è dato dalla necessità di regimare l'acqua che si incanala verso il lavatoio e proveniente dall'alto; per regimare inoltre l'acqua della sorgente che alimenta il manufatto mediante un sistema di drenaggio che permetta un facile passaggio a uomini e mezzi sulla strada antistante, ora impedito nei momenti in cui la portata della sorgente aumenta (dopo una pioggia) e durante l'inverno e la primavera. Il terzo motivo è la ricerca, se possibile, della vena, andata perduta e forse interrata e sprofondata da qualche parte; infine il recupero della costruzione in se stessa.
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La prima operazione è consistita nella eliminazione di parte della massa terrosa che sovrasta il lavatoio e che determina la spinta su di esso.
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Si è quindi scavato alla ricerca della vena mettendo a nudo il sistema di convogliamento dell'acqua, costituito da una fila di coppi sormontata da un'altra fila in maniera da ottenere una sorta di tubo dentro il quale l'acqua scorre. E' logico che una rottura di un coppo, per lo spostamento di terra o per altra causa, determina l'interruzione del passaggio dell'acqua che va a cercare un altro sfogo, cosa che sarà avvenuta sicuramente per la sorgente del lavatoio.
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Per eliminare il problema dell'infiltrazione di acqua e il suo ristagno sulla strada, sono in fase di realizzazione due canali di drenaggio ai lati della costruzione con il convogliamento dell'acqua nel canale principale al centro della strada.
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Infine tutta la zona antistante il lavatoio sarà pavimentata in pietra, analogamente a quanto si può osservare per il pavimento ai piedi delle vasche di lavaggio.
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Le maestranze non sono nuove a lavori con la pietra, lavori che hanno già realizzato altre volte in posti diversi come per esempio presso il centro visite di Assergi o di Isola del Gran Sasso. Un altro esempio è la Fonte di San Franco presso Assergi.
Ringraziamento:
Al Dott. Agr. Alessandro Augello (testi e foto)
A SCO Sviluppo Cooperazione Occupazione di Roma |
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 Il lavatoio di Gamberale visto di fronte e realizzato, come recita la scritta scolpita su una pietra, al tempo in cui era sindaco Francesco Di Baldassar. La costruzione ha 5 vasche di lavaggio e, sulla sinistra, una fontana per attingere acqua. Davanti al lavatoio è visibile una pavimentazione in pietra larga un paio di metri |
 Le vasche sono state ricavate scavando un blocco unico di pietra. Sulla sinistra della vasca, nella parte superire del bordo, si nota il punto dal quale entra l’acqua |
Il tutto è stato realizzato in corrispondenza di una sorgente le cui acque erano convogliate al punto voluto mediante una singolare condotta costituita da due file di coppi, una sovrapposta all’altra in maniera, da realizzare una sorta di tubo. La sorgente, forse per qualche interruzione, non è attiva tutto l’anno; lo diventa in caso di pioggia e durante l’inverno e la primavera |
 Fontana nella quale è convogliata la sorgente e che alimenta anche le vasche di lavaggio |
 La prima operazione è consistita nell’eliminare parte della terra che con il tempo si era accumulata sulla struttura e, con essa, parte della spinta esercitata contro il lavatoio. Si è quindi consolidata la struttura risistemando le pietre della sua parte superiore mediante malta cementizia |
 Scavo effettuato nella parte posteriore della costruzione che mette in evidenza le fondazioni |
 L’acqua che confluisce alle spalle del lavatoio verrà convogliata, mediante tubazioni che passano ai suoi lati, nel punto in cui è stato realizzato l’inizio di un condotto che attraversa trasversalmente la strada e che drena l’acqua verso il fondovalle. Tale punto coincide nella foto con la pozza d’acqua. La tubazione che parte dalla pozza verso valle è stata già in parte realizzata e coperta dalla fila di pietre in primo piano |
 Operai al lavoro per terminare la tubazione di sgrondo posta trasversalmente alla strada. In essa affluiranno le acque provenienti dalle spalle del lavatoio attraverso i suddetti canali posti lateralmente ad esso. Nel riquadro in basso a sinistra sistemazione della parte terminale del canale di sgrondo |
 Operai, non troppo convinti, in posa per il fotografo per la foto ricordo |
 La lavorazione con la pietra non è un fatto sporadico per questi operai. Nella foto è messa in evidenza una scalinata con muro di sostegno e cancello ad Isola del Gran Sasso presso il polo culturale del Parco |
 Parte dei lavori realizzati presso la sede dell’Ente Parco ad Assergi |
 Fonte San Franco, opera di ristrutturazione realizzata ad Assergi (L’Aquila) | |