La 'Via Francesca' e altre Vie di pellegrini sul Gargano e nella CapitanataFrancigena, o Francisca, è la più nota tra le vie di pellegrinaggio frequentate dai pellegrini diretti alle tombe dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Roma. Assunse questo nome quando, sconfitti i Longobardi a Pavia nel 774, Carlomagno si proclamò re dei Franchi e dei Longobardi. I Franchi dilagarono per le plaghe italiane recandosi sempre più spesso in pellegrinaggio a Roma lungo le vie aperte dai Longobardi nell'Italia settentrionale e centrale. La nuova denominazione è attestata sin dal sec. IX in un documento in cui si descrive un terreno in agro di Chiusi 'per fossatu descendente usque in via Francisca'. Nella Vita Mathildis, del sec. XII, si ritrova la denominazione nella forma più frequente di Via Francigena. Con i Franchi la Via Francigena italiana si saldava con un complesso stradale già fortemente consolidato da antichissima frequentazione che attraversava tutta l'Europa Occidentale interessando la regione francese, la Spagna settentrionale, l'Inghilterra e la Germania occidentale. Per quanto riguarda l'Italia Meridionale è opinione degli studiosi (Cfr. Renato Stopani. La Via Francigena del Sud) che i pellegrini, insieme a mercanti ecc. continuassero ad usare le antiche vie consolari, soprattutto la Via Appia le quali avrebbero assunto nel tempo funzione analoga a quella espletata a Nord dalla Via Francigena. Esiste, tuttavia, sostanziosa documentazione che attesta l'esistenza anche nel nostro Meridione di strade designate esplicitamente col nome di Via Francigena o, come nel caso del Gargano,Via Francisca. La 'Via Francesca' del Gargano o 'Via Sacra Langobardorum' Uno dei più antichi e documentati percorsi dei pellegrini in Italia Meridionale è la strada, chiamata impropriamente 'Via Sacra Langobardorum',che attraversando tutto il Gargano meridionale, congiunge tuttora i santuari garganici a quelli del Tavoliere Con la diffusione del culto di San Michele Arcangelo in età tardo-antica, divenne la strada più importante del Gargano per il flussi dei pellegrini provenienti dalle regioni poste a settentrione del Promontorio. S'innestava in località Brancia sulla strada romana Litoranea che, costeggiando tutto il Mare Adriatico, arrivava fino a Brindisi, dopo essersi fusa, nei pressi di Cerignola, con la Via Appia. S'insinuava nella porta occidentale del Gargano, la Valle di Stignano e, proseguendo lungo l'attuale Statale 272 attraversava San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e terminava il suo corso a Monte Sant'Angelo. La sua antichità e la sua funzione di 'Via Sacra', o 'Via dei Pellegrini' è attestata fin dai primi decenni di questo Millennio in documenti che la presentano esplicitamente col nome di 'Via Francesca'. Con questo nome i documenti affermano in modo molto chiaro il suo inserimento nel percorso della Via Francesca, o Francigena. che, proveniente dall'Inghilterra e dalle regioni settentrionali della Francia, attraversate le Alpi, percorreva tutta la penisola italica conducendo le comitive di pellegrini francesi, tedeschi, inglesi e irlandesi alle mete religiose di Roma, del Monte Gargano dove si venerava l'Arcangelo San Michele, proseguiva poi per il Santuario di San Nicola a Bari e poi per Brindisi, dove ci si imbarcava per la Terra Santa. La maggior parte dei più antichi documenti attualmente conosciuti relativi al tratto garganico della Via Francigena, o Francesca, riguardano tutti il Monastero di San Giovanni in Lamis, attualmente Convento francescano di San Matteo, una delle realtà storiche e religiose più importanti della Via Francesca:
Quanto sopra dovrebbe dimostrare, oltre ogni dubbio, l'importanza europea di questa antica e preziosa 'Via Francesca', o 'Via Sacra Langobardorum'. Attualmente la 'via Francesca' non si presenta come inerte reperto archeologico come la maggior parte delle strade dell'Italia Settentrionale identificate con questo nome. È , invece, una strada ben viva nei suoi elementi fondanti, con i suoi santuari ancora attivi. Santa Maria di Stignano, San Matteo, San Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo e con il suo immenso patrimonio archeologico e storico. Caratteristica non secondaria di questa 'Via' è che tutto il suo percorso si svolge all'interno di una zona di straordinaria importanza naturalistica, il Parco Nazionale del Gargano, denso di realtà fisiche, botaniche, zoologiche rare. La 'Strada di Puglia' Legata intimamente al Santuario di San Michele, è anche la strada, chiamata in documenti del sec. XVII 'Strada di Puglia', che, innestandosi nei pressi di Benevento alla Via Appia, percorre l'Irpinia e s'inserisce nel Subappennino Dauno verso Bovino e Troia. Questa era la via che portava al Santuario di San Michele sul Gargano i pellegrini campani e tutti quelli che provenivano dalle regioni tirreniche. La strada, dopo aver attraversato tutto il Tavoliere delle Puglie, arrivava nei pressi di Manfredonia, al Monastero di San Leonardo, e poi proseguiva verso la montagna del Gargano. Anche questo percorso è intensamente costellato di strutture per i pellegrini e abbondantemente documentato.
P. Mario Villani |
Così appariva la 'Montagna Sacra' ai pellegrini che venivano dal Nord |
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Imbocco della Valle di Stignano, a Iancuglia Sulla montagna si vedono i resti di Castel Pagano |
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![]() San Marco in Lamis L'interno della Chiesa di Stignano |
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![]() San Marco in Lamis I ruderi di San Nicola |
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![]() San Marco in Lamis Il Convento di San Matteo visto da San Nicola |
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![]() San Giovanni Rotondo La Chiesa di Sant'Onofrio |
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![]() San Giovanni Rotondo Il portale della Chiesa di Sant'Onofrio |
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![]() San Giovanni Rotondo La strada che porta a Monte Sant'Angelo |
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![]() Monte Sant'Angelo Ingresso della Basilica di San Michele |
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![]() Monte Sant'Angelo Il campanile ottagonale |
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![]() Monte Sant'Angelo Ingresso del Santuario di San Michele |

















