Il sentiero di S. Iconio ovvero la vecchia strada da Camerota alla foce del Mingardo
I sentieri nei parchi
Il termine sentiero è inteso in varie accezioni e, in generale, come strada percorribile per lo più a piedi o a cavallo, ma anche con un mezzo meccanico. Indica di solito un percorso ben definito che può essere tematico (il sentiero dei Ciclamini), panoramico, può semplicemente denominare un luogo o un particolare tipo di fruizione (sentiero per disabili), può indicare l'abitudinario passaggio di animali (sentiero dei camosci), ecc.
Importanza dei sentieri
I sentieri sono delle vie di comunicazione che permettono l'accesso ai luoghi. Quelli tracciati con il tempo di solito si snodano lungo linee che seguono le curve di livello che graduano la pendenza e permettono il passaggio senza sforzi eccessivi, soprattutto in salita. I sentieri sono utilizzati dai visitatori di un parco per conoscere i posti, per svagarsi, ma originariamente essi erano il mezzo che metteva in comunicazione luoghi diversi, permetteva il trasporto di persone, animali e merci e quindi dovevano essere per forza di cose tracciati in maniera tale che il passaggio doveva essere agevole, per quanto era possibile.
Fare la manutenzione di un sentiero ha diversi scopi. Collegare i posti tra loro, permettere l'accesso a luoghi, ma anche recuperare storia, abitudini, usi e costumi di quei luoghi. E' quindi anche un'opera di recupero culturale e di storia. Fare la manutenzione dei sentieri significa però anche altro: tracciare delle linee tagliafuoco che non solo permettono l'arresto dell'avanzata del fuoco, ma permettono l'arrivo di chi opera nel settore dell'antincendio. La manutenzione dei sentieri, permettendo visite a luoghi altrimenti inaccessibili, attira turisti e quindi ha anche dei risvolti di tipo economico per l'intera collettività dove l'operazione è svolta.
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
Realizzazione e manutenzione di sentieri nell'ambito del progetto di stabilizzazione occupazionale di 110 lavoratori socialmente utili
Soggetti interessati
I soggetti principali sono L'Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, parte dei Lavoratori Socialmente Utili in suo carico e assunti da Formula Ambiente, società che è associata al consorzio CNS. Il primo mette a disposizione la sensibilità all'argomento e i fondi; i secondi la disponibilità al lavoro, Formula Ambiente e CNS l'organizzazione e la capacità imprenditoriale.
Cosa è previsto nel progetto
La manutenzione dei sentieri fa parte di un progetto più complessivo che prevede la stabilizzazione di 110 LSU. In tale progetto il ripristino e la manutenzione dei sentieri, nonché il tracciarne di nuovi, sono previsti assieme a diverse altre attività.
Il sentiero di S. Iconio
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Situato nel territorio di Camerota, collega il centro storico del borgo medioevale con la foce del fiume Mingardo, dove, sull'altura di una collina alla confluenza con la foce del fiume Lambro, sorgeva l'antica colonia greca di Molpa. Il suo porto naturale fu utilizzato a lungo anche nel corso del medioevo, servendo come scalo portuale per Camerota e per i paesi dell'entroterra che lo raggiungevano seguendo il corso dei due fiumi che ivi confluivano.
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La storia di tutto il territorio del Basso Cilento è stata segnata, in epoca medioevale, dalla presenza sul territorio dei monaci Basiliani, dell'ordine di S. Basilio. Essi provenivano dall'Epiro, scacciati dalle loro terre dalla furia delle lotte iconoclaste. Agli inizi dell'VIII secolo si rifugiarono intorno al Golfo di Policastro, accolti dai Longobardi, che vedevano con favore la presenza delle comunità religiose cui diedero vita e che vedevano come nucleo di aggregazione delle popolazioni locali, sparse sul territorio dopo secoli di incursioni barbariche.
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Intorno ai "cenobi" dei monaci greco-bizantini si svilupparono veri e propri centri abitati; si assistette in quel periodo ad un incremento delle terre messe a coltura, al diffondersi di nuove tecniche di coltivazione e di artigianato, all'affermarsi di un nuovo modello di economia basata sull'agricoltura, la pastorizia, l'artigianato. Importanza particolare ebbero l'introduzione di tecniche della lavorazione della terracotta e l'introduzione della "pisciottana", una varietà di olive dalle dimensioni imponenti che permetteva sotto la sua ombra la crescita di erba sino a stagione inoltrata.
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A quattro km da Camerota, su di una collina prospiciente il mare, sorse il monastero di S. Iconio che era situato in un grande fondo, detto "Difesa", donato ai monaci dai Normanni. Il sentiero che collegava paese e monastero attraversava piantagioni di olivi che oggi hanno assunto dimensioni da veri "patriarchi" del Parco. Partendo dal cenobio la strada scende verso il mare attraversando la pineta di S. Iconio, una pineta spontanea di pino d'Aleppo da cui monaci e contadini estraevano la resina per ricavarne incenso e pece.
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Ripercorrere adesso il sentiero di S. Iconio significa fare un tuffo nel passato. Percorrere il sentiero significa però anche godere di panorami bellissimi; significa, per esempio, ammirare dall'alto l'Arco Naturale, lo Scoglio del Coniglio, la foce del Mingardo, la collina di Molpa sulla quale sono ancora visibili i ruderi del castello dell'antica colonia della Magna Grecia.
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Il sentiero, dalla parte del mare, inizia nel punto dove la panoramica incrocia il Mingardo.
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L'accesso attuale è molto ripido ed è stato sistemato con assi di legno e pali conficcati nel terreno. In un certo senso è obbligato perchè è posto nelle immediate vicinanze della statale. Agli inizi sicuramente doveva trovarsi altrove ed essere di più facile accesso, almeno per quanto riguarda la pendenza.
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Le operazioni di ripristino e manutenzione, tutte effettuate dai lavoratori LSU stabilizzati, consistono nel pulire il sentiero dagli arbusti che nel frattempo lo hanno invaso, nel delimitarlo mediante staccionate per riconoscerlo facilmente e impedire che qualcuno si perda, nel livellare il terreno erigendo piccoli terrazzamenti e muri a secco, sagomandolo opportunamente ai bordi per impedire l'erosione provocata dall'acqua di scorrimento. Nei punti di maggiore pendenza sono realizzati degli scalini utilizzando la pietra rinvenuta in loco. Ogni tanto è posta una rustica panchina per permettere al visitatore di riposare ed ammirare il panorama, talora adornandola con piccoli muri in pietra per impedire alla vegetazione spontanea di inglobarla facilmente.
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Percorrere il sentiero di S. Iconio significa infine poter ammirare da vicino la macchia mediterranea: Pino d'Aleppo, Olivo, Lentisco, Mirto, Fillirea, Cisto di Montpellier, Ginepro fenicio, Terebinto, Asparago, Salsapariglia. Significa anche imbattersi in piante fiorite in una stagione insolita: Rosmarino, Ginestra, Arisarum vulgare, ecc.
Ringraziamento:
Al Dott. Agr. Alessandro Augello (testi e foto)
A SCO Sviluppo Cooperazione Occupazione di Roma |
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 Il sentiero percorre la strada che va da Camerota alla foce del Mingardo. Per lungo tempo, a causa dei luoghi molto accidentati, questo tratta era percorso solo per via di mare |
 Partendo dal cenobio la strada scende verso il mare attraversando la pineta di S. Iconio, una pineta spontanea di pino d'Aleppo da cui monaci e contadini estraevano la resina per ricavarne incenso e pece. Nella foto aspetti del sentiero nella pineta |
 Sentiero di S. Iconio. Il sentiero inizia nel punto in cui la panoramica si incrocia con il fiume Mingardo, poco prima della sua foce. Per il contenimento della terra sono utilizzati assi di legno e pali conficcati nel terreno |
 A quattro km da Camerota i monaci edificarono un monastero nel quale si stanziarono |
 Nei punti di maggiore pendenza sono realizzati degli scalini rustici utilizzando la pietra rinvenuta in loco |
 Quando la pendenza, oltre che nel senso della lunghezza del sentiero, è accentuata anche nel senso della larghezza, per rendere più agevole il passaggio dei visitatori, si livella il terreno mediante una grossolana ma efficiente spalletta realizzata in pietra. Il vuoto è riempito con il materiale più a portata di mano, terra e pietrisco che, in breve tempo, saranno spontaneamente ricoperti di erba |
 Ogni tanto è posta una rustica panchina per permettere al visitatore di riposare ed ammirare il panorama, talora adornandola con piccoli muri in pietra per impedire alla vegetazione spontanea di inglobarla facilmente |
 Percorrere il sentiero significa però anche godere di panorami bellissimi; significa, per esempio, ammirare dall'alto l'Arco Naturale, lo Scoglio del Coniglio, la foce del Mingardo |
 Agli amanti delle rarità botaniche, qualche centinaio di metri prima dell’inizio del sentiero, è consigliato farsi un gito per lo scogliere rivolte ad Ovest dove il sole non arriva quasi mai. E’ qui che, relitto dell’era glaciale, vive la Primula di Palinuro |
 Lungo il sentiero ci si imbatte facilmente nell’Arisarum vulgare, una pianta dai fiori particolari e curiosi |
 La macchia mediterranea è comunque l’elemento che caratterizza la vegetazione nella quale il sentiero è immerso: Pino d'Aleppo, Olivo, Lentisco, Mirto, Fillirea, Cisto di Montpellier, Ginepro fenicio, Terebinto, Asparago, Salsapariglia, Rosmarino |
 I lavoratori, almeno relativamente agli aspetti del lavoro, si ritengono abbastanza soddisfatti e posano volentieri per un piccolo ricordo | |