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La gestione di un rifugio

Il lavoro che non c'era

L'ex convento di S. Antonio di Laurino

Cosa sono i rifugi

Per rifugio si intende qualsiasi struttura adatta ad ospitare, in condizioni più o meno spartane, persone che vogliono visitare luoghi non facilmente accessibili (cime di montagna, interno di un bosco), o messi fuori del contesto frequentato dalla massa turistica (paesini dell'interno, strutture rurali).

La necessità dei rifugi spesso è determinata dalla mancanza di strutture ricettive tipiche, quali alberghi, ostelli, ecc. Spesso si pensa di utilizzare allo scopo vecchie costruzioni un tempo adibite per gli scopi più vari: casolari di campagna, stalle, conventi, magazzini, scuole in disuso, caserme forestali, edifici dell'ANAS e via dicendo. Mediante la ristrutturazione di vecchi manufatti si opera un risanamento di tipo ambientale recuperando non solo l'edificio, ma, con esso, gli eventi connessi a quell'edificio, l'identità storica e culturale di intere popolazioni.

Problemi legati alla gestione dei rifugi

Recuperi di difficile gestione. In molte parti si assiste ad un fenomeno che va considerato attentamente. Si spendono molte risorse finanziarie per ristrutturare degli edifici, compiendo senz'altro un'opera di recupero importante in diverse direzioni. Però poi non si riesce ad utilizzare tali strutture perchè il costo di gestione è elevato. A questo si aggiunge una normativa in termini di sicurezza, di spazi e servizi necessari ad accogliere gli ospiti che le rendono di fatto inutilizzabili. L'unico beneficio che se ricava, in questi casi, è quello di far lavorare le persone che al recupero si dedicano: progettisti, imprese fornitrici di materiali, operai che lavorano, impresa che opera. Ciò che viene a mancare è invece la parte più importante: la capacità di creare reddito, l'unico elemento in grado di poter assicurare nel tempo la permanenza di quanto recuperato.

Conflitti di competenza. Spesso gli Enti parco dispongono di beni immobili in proprietà quali terreni e manufatti edilizi. Per poterli adoperare nella direzione voluta è necessario acquisire concessioni edilizie, destinazioni d'uso, permessi  da parte di autorità comunali con le quali talora gli enti parco entrano in conflitto. A volte si tratta semplicemente di autorizzazioni, nulla osta, eliminazione di vincoli da parte di guardie forestali, vigili urbani ecc. Non è raro il caso in cui gli enti parco si dimenticano di acquisire quanto occorre per mettersi in regola anche sotto gli aspetti formali con la conseguenza di mettere le imprese che operano di fronte a sorprese inaspettate e sgradite.

Operatività impossibile. I motivi sono vari: mancanza di arredi delle strutture recuperate, sicurezza carente, standard di ricezione inadeguati, destinazione d'uso in contrasto con l'utilizzo proposto, introiti del tutto insufficienti.

Considerazioni per una gestione dei rifugi a costi e ricavi

Per una gestione dei rifugi a costi e ricavi, poichè la voce di costo più importante nella gestione è quella relativa alla manodopera, occorre tener presente la modalità di gestione distinguendo tra: 

  1. Rifugi gestibili mediante personale impegnato nella struttura.

    • Rifugi dove è possibile prevedere la somministrazione dei pasti. La dimensione di riferimento è quella che assicura l'accoglienza ad un numero di persone che possono occupare un pullman, cioè 50 persone. E' naturale considerare che strutture del genere non possono che essere di dimensioni notevoli. 

    • Rifugi dove è possibile solo la somministrazione della prima colazione. La dimensione minima va sui 20-25 posti. Per poter gestire in maniera adeguata situazioni del genere è opportuno organizzarsi in modo da accogliere un numero più elevato di visitatori e pensare anche in questo caso al numero di 50. Occorre allora stabilire contatti e relazioni con realtà analoghe presenti in zona per soddisfare tutta la domanda. Le strutture di appoggio possono essere date anche da stanze di singole famiglie disposte ad offrire ospitalità, da tende montate nelle vicinanze in maniera da avere combinazioni rifugio-campeggio da utilizzare nelle stagioni favorevoli o in casi di esplicita richiesta. In casi del genere, si può pensare anche alla fornitura dei pasti. Altrimenti ci si limita alla fornitura della sola colazione. Per i pasti si può assicurare un luogo adibito a cucina o ci si può convenzionare con ristoranti posti nelle vicinanze.

  2. Rifugi gestibili mediante personale non impegnato nella struttura. Si tratta di quei rifugi nei quali, anche utilizzando letti a castello, la capacità massima non supera le 10-15 unità. In questo caso, tutti i rifugi fanno riferimento ad un ufficio unico dove un addetto si occupa di prendere le prenotazioni, di registrare le permanenze, di prendere accordi sul periodo di permanenza, di fornire le chiavi della porta. Altri addetti si preoccupano di garantire il controllo, di badare alle forniture girando tra i vari rifugi gestiti e di provvedere alle manutenzioni. Ad integrazione di questo, gli stessi svolgono anche attività di guida. Al fine di poter trarre un reddito soddisfacente per gli addetti che li gestiscono, però, è necessario avere a disposizione un numero considerevole di rifugi.

Una seconda considerazione riguarda la stagionalità. Ci sono dei posti meravigliosi dove le persone si recano solo durante pochi mesi all'anno o nei fine settimana. In questi casi la gestione dei rifugi è da considerare unicamente come un lavoro parziale. Per assicurare il tempo pieno agli addetti è necessario abbinare i rifugi ad altro: artigianato, lavori agricoli, manutenzione del bosco, preparazione di corsi di varia natura, ecc.

Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Utilizzo dei rifugi nell'ambito del progetto di stabilizzazione occupazionale di 110 lavoratori socialmente utili.

Soggetti interessati

I soggetti principali sono L'Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, parte dei Lavoratori Socialmente Utili in suo carico, la cooperativa CPS che è associata al consorzio CICLAT. Il primo mette a disposizione la struttura (alcune celle del Convento di S. Antonio per circa 25 posti) e i fondi; i secondi la disponibilità al lavoro (sono stati scelti in base alle caratteristiche del loro curriculum), CICLAT e CPS l'organizzazione e la capacità imprenditoriale.

Cosa è previsto nel progetto

L'utilizzo del rifugio fa parte di un progetto più complessivo che prevede la stabilizzazione di 110 LSU. In tale progetto è prevista, assieme ad una serie di attività varie, la messa in rette di alcuni rifugi al fine di evitare di gestire piccole realtà scollegate tra loro e di fatto non gestibili a costi e ricavi.

Illustrazione della struttura e logica di utilizzo
  • Il convento di S. Antonio si trova nel Comune di Laurino. A fianco del convento c'è una chiesa, sino a poco tempo fa di proprietà di privati, ora acquistata dal comune e in fase di ristrutturazione.

  • Il convento, a pianta quadrangolare, è dato da un pianterreno e un primo piano. Il pianterreno ha i quattro lati disposti attorno ad un chiostro. Di essi, tre lati ospitano dei locali, mentre il quarto, un porticato, costituisce un fianco della chiesa. Nei locali c'è un ufficio turistico gestito dal comune di Laurino, un ampio spazio utilizzato come sala conferenze e che si presta benissimo come refettorio; ci sono poi altri spazi minori destinati ad usi diversi; il porticato, oltre che a servire da ingresso al convento, costituisce la via di accesso all'orto ad esso annesso. Al primo piano, tutta la parte che si affaccia dai quattro lati sul chiostro è riservata all'allestimento di un antiquarium. La parte invece che si affaccia all'esterno dell'edificio è data, da un primo lato, da un nucleo di 5 celle occupate un tempo dai monaci, da un secondo lato dai locali a disposizione del comune, da quello a disposizione della sovrintendenza e dai bagni, dal terzo lato da altri bagni e da un una camerata con letti a castello. Il quarto lato, l'ultimo, dà sul fianco della chiesa, è privo di finestre e di camere. Qui c'è solo la parte che si affaccia sul chiostro.

  • La struttura, in grado di accogliere 25 ospiti, è pronta per essere avviata e in parte lo è già stata. Mancano ancora alcuni arredi, i contatti con centri di ristoro e con le realtà che possano garantire un totale di circa 50 posti letto. In genere si tratta di scolaresche, ma anche di escursionisti.

Ringraziamento:

Al Dott. Agr. Alessandro Augello (testi e foto)

A SCO Sviluppo Cooperazione Occupazione di Roma

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Il rifugio nel territorio di un parco è una struttura di qualsiasi tipo adatta ad ospitar delle persone. Può essere una cascina, una vecchia stalla, una caserma forestale abbandonata o un vecchio monastero come nel caso presentato. Di solito, nello spirito del recupero e della valorizzazione dell’esistente, la caratteristica che accomuna queste realtà diverse è il riutilizzo mediante la loro ristrutturazione nel rispetto delle normativa vigente in termini di sicurezza e di igiene. Nella foto l’ex convento di S. Antonio a Laurino

Utilizzare un rifugio significa avere un riparo dalle intemperie e dalla notte, ma anche ripercorrere la storia che ha portato alla sua costruzione, storia intesa nella sua più ampia accezione: utilizzo originario, materiali impiegati, tecniche costruttive, ecc. Aggirarsi in un ex convento, con le pareti affrescate, le celle spartane, i locali in comune, il giardino, la chiesa annessa e il coro è un fatto che, come per magia, riporta quasi visivamente al presente la vita che un tempo i monaci conducevano fra queste mura. Nella foto il porticato che dal portone porta al cortile esterno al convento

Parte delle celle, anni addietro abitate dai frati, tutte disposte sulla parte del primo piano che affaccia all’esterno, ora possono ospitare una diecina di persone. Sono celle piccole e spartane, ma in esse non manca nulla. Gli arredi sono decorosi e puliti

In un locale più grande è stato ricavato un dormitorio con letti a castello per ospitare un gruppo di 16 persone. In tutto, nell’ex convento di S. Antonio del comune di Laurino, possono essere accolti 25 visitatori. Nelle vicinanze delle celle adibite a dormitorio vi sono dei locali a disposizione del Comune e della sovrintendenza

I servizi igienici sono allocati fuori delle stanze e sono più che sufficienti per tutti gli ospiti. Ci sono docce e servizi per disabili. I locali sono dotati di impianto di riscaldamento

Affacciarsi dalle celle  e vedere un bel panorama non è fatto da disprezzare

Tutta la parte che si affaccia sui quattro lati del chiostro è destinata ad ospitare un antiquarium dove ci sono delle cose curiose. Tra queste la ricostruzione in scala e in cartapesta dei principali monumenti del comune di Laurino. Significativa la ricostruzione del convento con la chiesa annessa, ricostruzione dalla quale si può conoscere qual era la dimensione del campanile primitivo, ora ridotto più o meno alla metà

Al piano terra c’è un grosso locale, attualmente adibito a sala conferenze, dove è possibile organizzare un refettorio almeno per la prima colazione

Tutti i locali posti a pianterreno, preceduti da un largo porticato con le volte e le pareti affrescate, porticato che collega a quadrato i quattro lati del convento, si affacciano sul chiostro al centro del quale fa la sua bella figura un pozzo

Il convento, passato dalle mani dei frati a quelle dei privati e infine a quelle del comune, è stato ristrutturato di recente

Affiancata al convento vi è una chiesa ora in fase di ristrutturazione. È una chiesa molto ricca in affreschi e di arredi, tutti in fase di restauro

A quattro passi dal convento c’è Laurino, abbarbicato su un cocuzzolo da dove domina le vallate sottostanti. Eccone un panorama

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Pubblicato il: Sabato, 16. Ottobre 2004 (2226 letture)
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